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Buoni motivi contro il dal Molin
post pubblicato in Polentopoli, il 1 settembre 2008

Appello ai vicentini, ecco molti buoni motivi per votare SI al prossimo referendum sulla base di vicenza, ricordo che votare SI significa essere contro la base. L'articolo è tratto dal sito www.nodalmolin.it e precisamente qui.
Ricordo a chi non è molto informato che non si tratta dell'allargamento della base già esistente ma della costruzione di un'ulteriore base oltre alle altre già presenti sul terrritorio vicentino.



Appello ai vicentini

Diamo i numeri: perchè votare SI
 
Tante le buone ragioni per votare si il 5 ottobre: eccone alcune
 
Se la nuova base militare destinata a Vicenza fosse alimentata da energie rinnovabili, costruita con materiali ecologici e perfettamente coibentata, avremmo un bel po’ di problemi in meno. Potremmo parlare “solo” di guerra, meccanismi di ordine mondiale, progetti di dominio territoriale…
Ma le cose non stanno così e il discutibile fine della “Ederle 2” va a braccetto con il suo cattivo funzionamento. Quest’ultimo, però, non si presta ad ogni tipo di idea, opinione, ideologia o teoria. Si tratta di cifre: dati scritti per mano americana e rilevazioni di esperti italiani mai smentite dai colleghi statunitensi. E se questa è la realtà, allora diamo un po’ i numeri!
Facciamolo con ordine, esaminando punto per punto ciò che servirebbe per la nuova base USA, come hanno fatto i tecnici del movimento No Dal Molin.
Elettricità: l’allacciamento della corrente elettrica costerebbe 9.360.000 euro, di cui poco più di un quindicesimo pagato dagli statunitensi, tutto il resto (8.730.000 euro) dall’AIM, ovvero da noi vicentini. Inoltre, le basi USA acquistano l’energia elettrica in esenzione di tasse e con tariffe agevolate.
Fognature: l’allacciamento alla rete fognaria costerebbe ancora di più e sarebbe interamente a carico di AIM, cioè di noi vicentini. In aggiunta, i costi per l’utilizzo del depuratore (oltre 500.000 euro annui) se li aggiudicherebbero i vicentini, di nuovo.
Acqua: la nuova base USA ha chiesto da un minimo di 60 ad un massimo di 260 litri/secondo. AIM oggi può servire 7 litri/secondo e con una nuova linea potrebbe arrivare a 30. La quantità d’acqua richiesta è troppo onerosa per la nostra falda acquifera. Senza contare che i costi, circa 350.000 euro, sarebbero sostenuti dai vicentini tramite AIM.
Gas: lo fornirebbero AIM-AMCPS, usando le tasse dei vicentini.
Telefonia: idem
Immondizie: allo smaltimento di rifiuti e immondizie provvederebbe ancora AIM.
Strade: alla manutenzione delle strade ci penserebbe invece AMCPS, ma poco cambia perché la paghiamo sempre noi vicentini con le tasse.
Spese di gestione: il 41% dei costi di gestione delle basi Usa sono a carico del paese che le ospita. Solo per la Ederle l’Italia paga già 65 milioni di euro annui.

Consumi, spese e bollette: ma possibile che non ci guadagniamo nemmeno un euro? Gli statunitensi non portavano “schei”? Sì un po’ di soldi ne portano, anche se nulla in confronto a quelli che ci fanno spendere. Ma il problema principale è: dove vanno a finire questi dollari?
Affari: generalmente intorno alle basi USA, autosufficienti in tutto, non fioriscono attività commerciali.
Posti di lavoro: oggi circa 700 cittadini vicentini lavorano direttamente per gli statunitensi, con stipendi per 23 milioni di euro annui. Ma se i 65 milioni di euro/anno da noi spesi per mantenere la Ederle venissero investiti in Sanità, Protezione Civile, Scuola e altri servizi per la cittadinanza si creerebbero oltre 2000 posti di lavoro.
Investimenti: dei 475 milioni di euro definitivamente destinati dal Congresso Americano ad opere edili (tra cui costruzione della nuova base militare ed alloggi per le famiglie dei soldati, ristrutturazione Ederle e Site Pluto) solo 45 milioni li guadagnerebbero ditte vicentine, mentre il grosso del bottino, ben 430 milioni di euro, andrebbe a C.m.c. e Lega delle Cooperative, altre ditte non venete e ditte straniere.
Spese annuali sul territorio: attualmente, le entrate che la città registra grazie all’utilizzo di infrastrutture, beni e servizi e agli affitti statunitensi sono pari a 127 milioni di euro. Dopo la realizzazione di nuovi villaggi, strutture ricreative ed altri aggiustamenti tecnici previsti, le spese statunitensi sul territorio si ridurrebbero da 127 a 50 milioni di euro/anno. Le 13.400 aziende che operano a Vicenza fatturano 7.000 milioni di euro/anno. Questi 50 milioni rappresenterebbero lo 0,7% dell’economia vicentina.

Sembriamo venali? Bene, veniamo a problemi di tipo non pecuniario.
Inquinamento: secondo l’EPA (l’agenzia per la protezione dell’ambiente incaricata dal Congresso statunitense di potenziare e far rispettare le leggi in materia) le basi militari rappresentano il maggior inquinatore degli Stati Uniti, producono rifiuti dal gravissimo impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini (si pensi ai periclorati e al TCE). Gli ordini imposti dell’EPA sono stati in passato disattesi dal Pentagono che si è rifiutato di bonificare basi e firmare accordi previsti per legge.
Falda acquifera: data la scarsa consistenza del terreno su cui si è scelto di costruire l’insediamento militare, risulterebbe necessario piantare migliaia di pali di consolidamento fino ad una profondità di venti metri. Questi, uniti al previsto tunnel della “tangenziale nord” che passerebbe sotto alla base militare (a circa 40 metri di profondità), creerebbero una barriera allo scorrimento dell’acqua che costituisce la preziosa falda acquifera che serve le zone di Vicenza, Padova e Rovigo. A nord della barriera la falda crescerebbe mentre a sud subirebbe un abbassamento.
Abitazioni e capannoni industriali: queste modificazioni della falda e del terreno porterebbero le costruzioni ad abbassarsi da un lato e ad alzarsi dall’altro. Pochi millimetri possono essere sufficienti a provocare danni ingenti ad ogni tipo d’edificio.
Impunità: come insegna il Cermis, i reati commessi da soldati statunitensi, anche all’esterno delle basi, non sono soggetti alla giurisdizione italiana.
Sofferenza psichica: i casi di disagio sociale e mentale non si contano tra i reduci di guerra. Vicenza ha conosciuto prima di altre città la diffusione di droghe pesanti, proprio grazie ai reduci del Vietnam.

Insomma, se la matematica non è un’opinione, da tutti questi numeri ricaviamo l’ennesima carrellata di motivazioni per essere contrari alla nuova base militare e andare a votare Sì alla consultazione del prossimo 5 ottobre.
, l’aria deve restare pulita!
, la falda acquifera deve continuare a dare acqua ai cittadini!
, AIM deve fornire servizi utili alla comunità vicentina!
, AMCPS deve essere libera da ingenti spese aggiuntive che non portano vantaggi alla cittadinanza!
, il 100% delle nostre tasse deve servire per fini da noi condivisi!
, le sofferenze psichiche vanno alleviate e non incrementate!
, siamo contrari alla base militare!
A meno che non si decida di usare due pesi e due misure, come fanno gli statunitensi che qui vorrebbero costruire basi militari nel cuore di una città UNESCO mentre negli States le situano ad almeno 30 km dai centri urbani.



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permalink | inviato da plentyofroom il 1/9/2008 alle 13:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Galan (basta il nome)
post pubblicato in Polentopoli, il 23 agosto 2008
Ecco le dichiarazioni del nostro governatore a vita riguardo la morte dello steward nel disastro aereo in Spagna:

"Cio' che invece ho trovato abbastanza ripugnante sono le cronache pubblicate da alcuni giornali penosamente impegnate a dare il massimo risalto al fatto che Domenico Riso fosse in viaggio assieme al suo 'compagno'. Che pena - conclude Galan - per un giornalismo cosi' scadente, ma soprattutto cosi' morboso e omofobo"

dichiarazione completa qui.

Certo, insomma omofobo è chi parla di omosessualità, mentre chi la nasconde è gay friendly!
In tal proposito i democratici non sono da meno rispetto al nostro doge, leggete l'articolo di Merlo su Repubblica.it e a seguito la mail che ho spedito a Vittorio Zucconi (direttore di Repubblica.it). Avanti così democratici, vi manca solo di dire che i negher ci rubano il lavoro e il nord lo avete conquistato!

Articolo di Francesco Merlo

La mia mail:

Gentile direttore,

Le scrivo allibito dall'articolo di Francesco Merlo apparso su Repubblica.it oggi (28 Agosto 2008), il testo è OMOFOBO e mi sarei aspettato di leggerlo su Libero e non su Repubblica. E' omofobo, lo ribadisco, perchè scambia le pratiche sessuali con la vita sentimentale delle persone, arrivando a paragonare l'omosessualità al feticismo e l'assunzione di viagra. Pare chiaro che la richiesta dell'Arcigay (e anche mia che non sono omosessuale) non fosse di spiegare le pratiche sessuali della coppia, ma semplicemente di dire che si trattava di una coppia con un figlio (se non volete usare il termine Famiglia). Questo non era una curiosità morbosa (sebbene di curiosità morbose ne soddisfiate molte nei giornali) visto che per molto tempo il mistero del bambino accompagnato è apparso su tutti i titoli dei media, ma quando si è capito chi fosse questo bambino anziché spiegare serenamente, come si sarebbe fatto per dei conviventi eterosessuali, che si trattava del figlio del compagno, o si è omessa la notizia oppure la si è data in maniera talmente confusa da risultare imbarazzante.
Visto che il signor Merlo si erge a difensore di tutti i media e non solo del giornale in cui scrive, la invito a leggere l'articolo apparso sul corriere.it che oggi è stato in parte modificato (rimanendo comunque osceno) ma che può trovare sul sito www.gaynews.it. E' un articolo che fa di tutto per dire e non dire e tratta l'omosessualità in questa maniera: "Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi". Pettegolezzi più velenosi! Certo l'omosessualità è una cosa di cui vergognarsi, un peccato da chiacchiera di paese.
Tornando all'articolo di Merlo l'accusa di criptoleghismo è assurda, e glielo dico io che vivo nella pedemontana vicentina, innanzitutto perchè i leghisti di certo non criticano il sud perchè troppo omofobo, anzi. In secondo luogo perchè denunciare l'omofobia di un paese della Sicilia (come di un paese del Trentino) non è certo un atto di razzismo o di leghismo. Sfido Merlo a dimostrarmi che nei paesini veneti o siciliani (insomma ITALIANI) le coppie omosessuali possano girare mano nella mano dandosi un bacio, magari con il figlio al fianco, nella perfetta serenità dei propri concittadini. Probabilmente non succede nemmeno nei paesini francesi.

Concludo la mia lettera fin troppo lunga, ma leggere oggi quell'articolo è stato un ulteriore shock provocato da questo quotidiano che una volta era per me un riferimento ma che da mesi stento sempre più a riconoscere.

La ringrazio



P.S.
Leggete anche i post del gemello e di anellidifumo


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permalink | inviato da plentyofroom il 23/8/2008 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Polentopoli, cronache dal nord-est
post pubblicato in Polentopoli, il 22 agosto 2008
Con questo post inizio una rubrica che da un po' mi frullava per la testa, uno spazio dove raccontare la terra dove sono nato e vivo: il Veneto e nello specifico la famigerata pedemonta.
Una premessa mi pare d'obbligo, l'unica cosa che mi piace di questo posto sono le montagne e visto che di montagne per il mondo ce ne sono tante, che anche le colline hanno il loro fascino, per non parlare del mare, direi che ben poco mi lega (!) a questo luogo.

Iniziamo con una succosa notizia proprio dalla provincia di Vicènza che potete trovare sul sito dell'unità. Pare che un assessorucolo leghista affittasse il proprio capannone (ah i capannoni!) ad una ditta cinese che schiavizzava e sfruttava cinesi irregolari. Ora mi immagino le facce indignate di chi dice, eccoli lì prima contro gli immigrati e poi li sfruttano, che indecenza e incoerenza. Sull'indecenza sono d'accordo, sull'incoerenza non molto, i leghisti sanno bene che l'economia del nord est non tirerebbe avanti senza immigrati (non sono così scemi), loro gli immigrati li vogliono a patto che non facciamo e non pretendano altro che lavorare in fabbrica. Vista così direi che lo sfruttamento e la schiavizzazione di un gruppo di cinesi sia l'ideale per certa gente, chiusi dentro la fabbrica, trattati come bestie, licenziati e rispediti a casa secondo necessità. Non vi sembra l'ideale di ogni buon razzista?

Ad ogni modo anche se l'assessore in realtà fosse innocente e non sapesse cosa succedeva nel suo capannone a poca distanza da casa sua, questa vicenda dimostra come i schei fanno superare la propria ideologia anche ad un leghista (anzi soprattutto a loro), ben disposto ad affittare il proprio capannone ai cinesi da loro tanto attaccati come la causa della crisi economica.
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